30 Gen 2020

Parola d’ordine: valorizzare

Metti assieme una posizione unica, una vista mozzafiato ed uno studio di architettura attento agli ultimi ritrovati, sia in termini di progettazione, che di scelta dei materiali. Il risultato è Villa Magnolia, vista dagli occhi dell’Architetto Alberto Winterle, contitolare dello studio weber+winterle architetti che ne ha realizzato il progetto. Lo abbiamo intervistato ed ecco cosa ci ha raccontato.

Arch. Winterle, Villa Magnolia è un progetto piuttosto ardito per una città tradizionalista come Trento…

Concordo. Inserire un’architettura contemporanea in un contesto conservatore come quello trentino, non è una banalità. Il nostro studio è sempre molto attento alle trasformazioni, ai linguaggi innovativi ed alle nuove tendenze: non si tratta di mode, ma di forme di evoluzione, che talvolta nella nostra provincia devono attendere a lungo prima di riuscire a farsi spazio. Le architetture alpine, mi riferisco in particolare all’Alto Adige all’Austria e alla Svizzera, stanno aprendo molte suggestioni in questo senso e sono la nostra fonte principale di ispirazione, anche perché i panorami e le esigenze urbanistiche sono per certi versi assimilabili.

Nel caso di Villa Magnolia, invece, ci sta dicendo che non avete avuto problemi a far comprendere ed accettare il progetto?

Esatto. Tanto il committente, quanto le commissioni urbanistiche non hanno richiesto particolari modifiche ai progetti originari: segno di una buona maturità e di una mentalità più aperta rispetto al passato.

“ I progetti”? Perché ce ne sono stati più di uno?

Sì, abbiamo lavorato inizialmente su due ipotesi concettuali: quella di una villa singola, naturalmente molto grande e prestigiosa, e quella di un immobile con tre sole unità abitative. Alla fine, il committente ha preferito perseguire questa seconda opzione.

Avevate in mente una tipologia di acquirente ben preciso fin dalla fase progettuale?

Diciamo che, per come l’immobile è posizionato sulla collina, abbiamo dovuto fin da subito ragionare su vari livelli. Era naturale destinare la parte inferiore al sistema degli accessi ed agli spazi comuni, mentre dal piano terra si otteneva facilmente un alloggio di ampia metratura e dotato di un grande giardino: l’ideale per una famiglia con bambini anche molto piccoli, che possono godere di uno spazio verde ampio e protetto.

Il secondo e il terzo piano permettono di godere di un panorama mozzafiato sulla città. L’accesso agli ampi terrazzi avviene attraverso serramenti di grandi dimensioni, che permettono di inondare di luce gli spazi interni e, non avendo abitazioni o alberi davanti, la privacy è garantita: insomma, l’ideale per una coppia o una famiglia sofisticata.

Queste grandi aperture sono un tratto distintivo del progetto…

Assolutamente, d’altra parte, come potevamo non prevederle? La posizione dell’immobile andava in ogni modo valorizzata, si gode di una visuale incredibile sulla città, una vista panoramica cha va dal Bondone alla Paganella. Tanto più che negli ultimi anni si è fatta molta strada nella direzione dell’efficienza energetica dei serramenti: fino a qualche anno fa sarebbe stato impensabile prevedere delle aperture tanto ampie, perché i consumi energetici sarebbero stati altissimi. Oggi invece, grazie a serramenti sempre più performanti, abbiamo potuto effettuare in modo ottimale e sostenibile quest’opera di “rigenerazione urbana”.

Già, perché effettivamente si tratta di una ristrutturazione.

Preferiamo chiamarla “rigenerazione” proprio perché è un approccio meno conservativo e più libero, che permette anche di togliersi qualche sfizio in più. Ad esempio, nel caso di Villa Magnolia, dovevamo considerare che l’edificio sarebbe sorto a fianco ad un’altra costruzione con la quale si sarebbe dovuto confrontare, ma dalla quale, al tempo stesso, avrebbe dovuto distinguersi.

Siete soddisfatti?  

Lo saremo quando vedremo il progetto realizzato, com’è nella nostra natura di progettisti. Però devo ammettere che, sì, siamo soddisfatti. Perché abbiamo preso in mano una costruzione datata, realizzata in tempi in cui il gusto architettonico era certamente molto diverso  da quello di oggi e, soprattutto, non esisteva alcuna attenzione dal punto di vista della sostenibilità e l’abbiamo trasformata in una casa moderna, efficiente e performante.

Parola d’ordine: valorizzare

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